Nuove norme UE per gli impianti di riscaldamento: cosa cambia per i cittadini

Sabato 26 Settembre 2015 sono entrate in vigore le nuove regole targate UE per quanto riguarda le caldaie. Anche l’Italia è dunque chiamata ad uniformarsi alle Direttive Europee sul risparmio energetico sostituendo gradualmente vecchie caldaie tradizionali e scaldabagni con nuovi modelli, in grado di garantire bassi consumi e maggiore rispetto per l’ambiente. Dopo la previsione di obbligo delle valvole termostatiche e la resa obbligatoria del libretto d’impianto, dunque, gli utenti sono chiamati ad un altro intervento sull’impianto di riscaldamento.

Classe Energetica – Come già avvenuto per altri elettrodomestici, come frigoriferi e lavatrici, anche per le caldaie diventa obbligatoria l’etichetta con indicata la classe energetica di appartenenza, nel pieno rispetto della normativa “eco-design” prevista dall’Unione Europea. Le nuove caldaie verranno classificate con un simbolo che varia da A+ a G per gli impianti adibiti al riscaldamento, e da A a G per quelli destinati alla produzione di acqua calda sanitaria. Una volta terminati gli stock di magazzino, dunque, i rivenditori dovranno proporre solo modelli a condensazione, pompe di calore e sistemi ibridi muniti di etichetta energetica.

Risparmio – Le nuove caldaie consentiranno un notevole risparmio economico alle famiglie ed una importante riduzione di emissioni di gas e sostanze nocive nell’ambiente, con un rendimento vicino al  100% contro il 92% dei vecchi modelli. Secondo una stima dell’EEB le nuove norme porteranno ad un risparmio di 56 milioni di tonnellate di petrolio all’anno e alla creazione di 238.000 posti di lavoro in aziende che hanno deciso di investire sull’innovazione.

Riscaldamento Centralizzato e Valvole Termostatiche – Decisamente più oneroso l’intervento che impone il montaggio dei misuratori di calore, ossia le valvole termostatiche, su ogni termosifone da adeguare. La stima dei lavori da fare sui termosifoni oscilla fra i 1000 e i 2000 euro per appartamento. C’è tempo fino alla fine del 2016, ma gli Amministratori farebbero bene a consigliare l’intervento entro fine anno, giacché è ancora riconosciuto il bonus fiscale.

Il Libretto d'Impianti

Per effetto delle recenti modifiche legislative, il libretto d'impianto e i rapporti di controllo per l'efficienza energetica sono divenuti obbligatori per tutte le tipologie d'impianto (non solo, quindi i riscaldamenti tradizionali), compresi i condizionatori. Dunque tutti gli impianti termici per la climatizzazione (invernale ed estiva) e per la produzione di acqua calda sanitaria, a partire dal 1 Gennaio 2016, dovranno essere muniti del nuovo libretto d'impianto, compilato secondo il modello predisposto dal ministero dello Sviluppo Economico.

La Carta d'Identità dell'Impianto

Il libretto finisce per essere una sorta di carta d'identità dell'impianto: ne registra tutta la vita dalla prima accensione fino alla demolizione, includendo le modifiche, sostituzioni di apparecchi e componenti, interventi di manutenzione e di controllo, valori di rendimento nel corso della vita utile, cambi di proprietà.

Il Libretto Climatizzazione 2016

Il modello in vigore dal prossimo 1 Gennaio 2016 non si distinguerà più dunque in due tipologie di moduli - uno riferito alle centrali termiche e l'altro al singolo impianto autonomo -, bensì su un modulo unico, personalizzabile, costituito da tante schede, usate e assemblate in funzione delle componenti dell'impianto. Gli attuali 'Libretti di Centrale e di Impianto (per impianti termici sopra e sotto i 35kW) dovranno essere sostituiti da un unico 'Libretto per la climatizzazione' su cui sarà possibile indicare, per esempio, la presenza sia dell'impianto termico (di qualsiasi potenza) che dell'impianto di climatizzazione estiva.

Gli Impianti Esistenti

Per gli impianti esistenti sino all'ingresso del nuovo libretto, i "Libretti di centrale" ed i "Libretti di impianto", già compilati in precedenza, dovranno essere allegati al nuovo "Libretto per la climatizzazione". La prima compilazione sarà fatta dall'installatore all'atto del montaggio dell'impianto e della sua messa in funzione. In seguito dovrà essere aggiornato dal responsabile dell'impianto (cioè il singolo cittadino o, in condominio, dall'Amministratore o da una ditta terza da questi delegato) o dal manutentore.

La Manutenzione: Tempistiche

La periodicità della manutenzione per l'efficienza rimarrà a discrezione delle singole Regioni e potrebbe variare dai due ai quattro anni (salvo indicazioni diverse). Per tutto ciò che riguarda la manutenzione e la verifica della sicurezza e salubrità fa fede quanto indicato dal manutentore. Il rapporto di controllo verrà inviato dal manutentore agli enti preposti. Le verifiche non verranno più effettuate a campione, ma si partirà da coloro che non hanno effettuato gli interventi e del cui impianto non è arrivata alcuna notifica al catasto preposto. I controlli verranno così effettuati sugli impianti "segnalati".

Opere Straordinarie

Se il manutentore segnalasse all'affittuario la necessità di opere straordinarie di cui deve farsi carico il proprietario di casa, l'occupante dovrà inviare al proprietario copia del libretto d'impianto, in cui sono richieste dal tecnico le opere di manutenzione straordinaria, chiedendo che vengano effettuate. In caso di controllo, il libretto di controllo è un vero e proprio documento di garanzia in cui vengono registrati non solo i dati dell'occupante, ma anche quelli del proprietario: gli enti preposti saranno dunque a conoscenze delle responsabilità ascrivibili a ciascun soggetto.

Dai controlli possono emergere situazioni di pericolo? 

La scarsa manutenzione degli impianti è spesso al centro di episodi di cronaca nera, ma il libretto d'impianto è uno strumento che può contribuire a denunciare situazioni abitative critiche. Questo perché da un lato i controlli si concentreranno su chi non ha fatto l'intervento, dall'altro perché il manutentore è tenuto a riportate agli enti preposti anomalie degli impianti, da risolvere entro un determinato lasso di tempo.

 

Apri PDF - Approfondimento

UNAI - UNIONE NAZIONALE AMMINISTRATORI IMMOBILIARI - SEZIONE DI TRAPANI