Modifiche alla disciplina del condominio negli edifici (12G0241)

(G.U. Serie Generale n.293 del 17-12-2012)

 

Note: Entrata in vigore del provvedimento: 18/06/2013

 

La  Camera  dei  deputati  ed  il  Senato  della  Repubblica  hanno approvato;

 

 

Il Presidente della Repubblica

 

Promulga

 

la seguente legge:

 

Art. 1

 

1. L'articolo 1117 del codice civile è sostituito dal seguente:

«Art. 1117. - (Parti  comuni  dell'edificio).  - 

Sono  oggetto  di proprietà comune dei proprietari delle  singole  unità  immobiliari dell'edificio, anche se aventi diritto a godimento periodico e se non risulta il contrario dal titolo:

1) tutte le parti dell'edificio necessarie all'uso  comune,  come il suolo su cui sorge l'edificio, le fondazioni, i  muri  maestri,  i pilastri e le travi portanti, i tetti e i lastrici solari, le  scale,i portoni di ingresso, i vestiboli, gli anditi, i portici, i  cortili e le facciate;

2) le aree destinate a parcheggio nonché i locali per i  servizi in comune, come la portineria, incluso l'alloggio  del  portiere,  la lavanderia,  gli  stenditoi  e  i  sottotetti   destinati,   per   le caratteristiche strutturali e funzionali, all'uso comune;

3) le opere, le installazioni, i manufatti  di  qualunque  genere destinati all'uso comune, come gli ascensori, i pozzi,  le  cisterne, gli  impianti  idrici  e  fognari,   i   sistemi   centralizzati   di distribuzione e di trasmissione per il gas, per l'energia  elettrica, per  il  riscaldamento  ed  il  condizionamento  dell'aria,  per la ricezione radiotelevisiva e per l'accesso a qualunque altro genere di flusso informativo, anche da satellite  o  via  cavo,  e  i  relativi collegamenti fino al punto di diramazione  ai  locali  di  proprietà individuale dei  singoli  condomini,  ovvero,  in  caso  di  impianti unitari, fino  al  punto  di  utenza,  salvo  quanto  disposto  dalle normative di settore in materia di reti pubbliche».

 

  • Avvertenza:

Il testo delle note qui pubblicato è stato redatto dall'amministrazione competente per materia, ai   sensi dell'art. 10, commi 2 e 3, del testo   unico delle disposizioni sulla promulgazione delle leggi, sull'emanazione dei decreti del Presidente della Repubblica e sulle pubblicazioni ufficiali della Repubblica  italiana, approvato con D.P.R. 28 dicembre 1985, n. 1092, al solo fine di facilitare la lettura delle disposizioni di legge modificate o alle quali è operato il rinvio.  Restano invariati il valore e l'efficacia degli atti legislativi qui trascritti.

 

Art. 2

 

1. Dopo l'articolo 1117 del codice civile sono inseriti i seguenti:

«Art. 1117-bis. - (Ambito di applicabilità).–

Le disposizioni del presente capo si applicano, in quanto compatibili, in tutti i casi in cui più unità immobiliari o più edifici ovvero più condomini di unità immobiliari o di edifici abbiano parti comuni ai  sensi dell'articolo 1117.

Art. 1117-ter. - (Modificazioni delle destinazioni  d'uso).  - Per soddisfare esigenze di interesse condominiale, l'assemblea, con un numero di voti che rappresenti i quattro quinti dei partecipanti al condominio e i quattro quinti del valore dell'edificio, può modificare la destinazione d'uso delle parti comuni.

La convocazione dell'assemblea deve essere affissa per non meno di trenta giorni consecutivi nei locali di maggior uso comune o negli spazi a tal  fine destinati e deve effettuarsi mediante lettera raccomandata o equipollenti mezzi telematici, in  modo  da pervenire almeno venti giorni prima della data di convocazione.

La convocazione dell'assemblea, a pena di nullità, deve indicare le parti comuni oggetto della modificazione e la nuova destinazione d'uso.

La deliberazione deve contenere la dichiarazione espressa che sono stati effettuati gli adempimenti di cui ai precedenti commi.

Sono vietate le modificazioni delle destinazioni d'uso che possono recare pregiudizio alla stabilità o alla sicurezza del fabbricato o che ne alterano il decoro architettonico.

Art. 1117-quater. - (Tutela delle destinazioni d'uso). - In caso di attività che incidono negativamente e in modo sostanziale sulle destinazioni  d'uso delle parti comuni, l'amministratore o i condomini, anche singolarmente, possono diffidare l'esecutore e possono chiedere la convocazione dell'assemblea per far  cessare la violazione, anche mediante azioni giudiziarie.  L'assemblea delibera in merito alla cessazione di tali attività con la maggioranza prevista dal secondo comma dell'articolo 1136».

 

Art. 3

 

1. L'articolo 1118 del codice civile è sostituito dal seguente:

«Art. 1118. - (Diritti dei partecipanti sulle parti comuni).  -

Il diritto di ciascun condomino sulle parti comuni, salvo che il titolo non disponga altrimenti, è proporzionale al valore dell'unità immobiliare che gli appartiene.

Il condomino non può rinunziare al suo diritto sulle parti comuni.

Il condomino non può sottrarsi all'obbligo di contribuire alle spese per la conservazione delle parti comuni, neanche modificando la destinazione d'uso della propria unità  immobiliare, salvo quanto disposto da leggi speciali.

Il condomino può rinunciare all'utilizzo dell'impianto centralizzato di riscaldamento o di condizionamento, se dal suo distacco non derivano notevoli squilibri di funzionamento o aggravi di spesa per gli altri condomini. In tal caso il rinunziante resta tenuto a concorrere al pagamento delle sole spese per la manutenzione straordinaria dell'impianto e per la sua conservazione e messa a norma».

 

Art. 4

 

1. Al primo comma dell'articolo 1119 del codice  civile sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: «e con il consenso di tutti i partecipanti al condominio».

 

  • Note all'art. 4:

Si riporta il testo dell'articolo 1119 del codice civile, come modificato dalla legge qui pubblicata: "Art. 1119. Indivisibilità. Le parti comuni dell'edificio non sono soggette a divisione, a meno  che la divisione possa farsi senza rendere più incomodo l'uso della cosa a ciascun condomino e con il consenso di tutti i partecipanti al condominio."

 

Art. 5

 

1. Dopo il primo comma dell'articolo 1120 del codice  civile sono inseriti i seguenti:

«I condomini, con la maggioranza indicata dal secondo comma dell'articolo 1136, possono disporre le innovazioni che, nel rispetto della normativa di settore, hanno ad oggetto:

1) le opere e gli interventi volti a migliorare la sicurezza e la salubrità degli edifici e degli impianti;

2) le opere e gli interventi previsti per eliminare le barriere architettoniche, per il contenimento del consumo  energetico degli edifici e per realizzare parcheggi destinati a servizio delle unità immobiliari o dell'edificio, nonché per  la  produzione  di  energia mediante l'utilizzo di  impianti  di  cogenerazione,  fonti  eoliche, solari o comunque rinnovabili da parte del condominio o di terzi  che conseguano a titolo oneroso un diritto reale o personale di godimento del lastrico solare o di altra idonea superficie comune;

3) l'installazione di impianti  centralizzati per la ricezione radiotelevisiva e per l'accesso a qualunque altro genere di flusso informativo, anche da satellite o via cavo, e i relativi collegamenti fino alla diramazione per le singole utenze, ad  esclusione degli impianti che  non  comportano  modifiche  in  grado  di  alterare  la destinazione della cosa comune e di impedire agli altri condomini  di farne uso secondo il loro diritto.

L'amministratore è tenuto a convocare l'assemblea entro trenta giorni dalla richiesta anche di un solo condomino interessato all'adozione delle deliberazioni di cui al precedente comma.  La richiesta deve contenere l'indicazione del contenuto specifico e delle modalità di esecuzione degli interventi proposti. In mancanza, l'amministratore deve invitare senza indugio il condomino proponente a fornire le necessarie integrazioni».

 

  • Note all'art. 5:

Si riporta il  testo dell'articolo  1120  del  codice  civile, come modificato dalla legge qui pubblicata: "Art. 1120. Innovazioni. I condomini, con la maggioranza indicata dal quinto comma dell'articolo 1136, possono disporre tutte le innovazioni dirette al miglioramento o all'uso più comodo o al maggior rendimento delle cose comuni. I condomini, con la maggioranza indicata dal secondo comma dell'articolo 1136, possono disporre le innovazioni che, nel rispetto della normativa di settore, hanno ad oggetto:

1)     le opere e gli interventi volti  a  migliorare  la sicurezza e la salubrità degli edifici e degli impianti;

2)     le opere e gli interventi previsti per eliminare  le barriere architettoniche, per il contenimento  del  consumo energetico  degli  edifici e per realizzare   parcheggi destinati  a  servizio delle unità immobiliari o dell'edificio,  nonché  per  la  produzione  di  energia mediante l'utilizzo di  impianti  di  cogenerazione,  fonti eoliche,  solari  o  comunque  rinnovabili  da parte del condominio o di terzi che conseguano a titolo oneroso un diritto reale o personale di godimento del lastrico solare o di altra idonea superficie comune;

3)     l'installazione di impianti  centralizzati per la ricezione radiotelevisiva e per l'accesso a qualunque altro genere di flusso informativo, anche da satellite o via cavo, e i relativi collegamenti fino alla diramazione per le singole utenze, ad esclusione  degli impianti che non comportano modifiche in grado di alterare la destinazione della cosa comune e di impedire agli altri condomini di farne uso secondo il loro diritto.  L'amministratore è tenuto a convocare l'assemblea entro trenta giorni dalla richiesta anche di un solo condomino interessato all'adozione delle deliberazioni di cui al precedente comma.  La richiesta deve contenere l'indicazione del contenuto specifico e delle modalità di esecuzione degli interventi proposti.  In mancanza, l'amministratore deve invitare senza indugio il condomino proponente a fornire le necessarie integrazioni.  Sono vietate le innovazioni che possano recare pregiudizio alla stabilità o alla sicurezza del fabbricato, che ne alterino il decoro architettonico o che rendano talune parti comuni dell'edificio inservibili all'uso o al godimento anche di un solo condomino."

 

Art. 6

 

1. L'articolo 1122 del codice civile è sostituito dal seguente:

«Art. 1122. - (Opere su parti di proprietà o uso individuale) -

Nell'unità  immobiliare di sua proprietà ovvero nelle parti normalmente destinate all'uso comune, che siano state attribuite in proprietà esclusiva o destinate all'uso individuale, il condomino non può eseguire opere che rechino danno alle parti comuni ovvero determinino pregiudizio alla stabilità, alla sicurezza o al decoro architettonico dell'edificio. In ogni caso è data preventiva notizia all'amministratore che ne riferisce all'assemblea».

 

Art. 7

 

1. Dopo l'articolo 1122 del codice civile sono inseriti i seguenti:

«Art.  1122-bis.  - (Impianti non centralizzati di ricezione radiotelevisiva e di produzione di energia da fonti  rinnovabili). -

Le installazioni di impianti non centralizzati per la ricezione radiotelevisiva e per l'accesso a qualunque altro genere di flusso informativo, anche da satellite o via cavo, e i relativi collegamenti fino al punto di diramazione per le singole utenze sono realizzati in modo da recare il minor pregiudizio alle parti comuni e alle unità immobiliari di proprietà individuale, preservando in  ogni  caso il decoro architettonico dell'edificio, salvo quanto previsto in materia di reti pubbliche.  E' consentita l'installazione di impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili destinati al servizio di singole unità del condominio sul lastrico solare, su ogni altra idonea superficie comune e sulle parti di proprietà individuale dell'interessato. Qualora si rendano necessarie modificazioni delle parti comuni, l'interessato ne da' comunicazione all'amministratore indicando il contenuto specifico e le modalità di esecuzione degli interventi. L'assemblea può prescrivere, con la maggioranza di cui al quinto comma dell'articolo 1136, adeguate modalità alternative di esecuzione o imporre cautele a salvaguardia della stabilità, della sicurezza o del decoro architettonico dell'edificio e, ai  fini dell'installazione degli impianti di cui al secondo comma, provvede, a richiesta degli interessati, a ripartire l'uso del lastrico solare e delle altre superfici comuni, salvaguardando le diverse forme di utilizzo previste dal regolamento di condominio o comunque in atto. L'assemblea, con la medesima maggioranza, può altresì subordinare l'esecuzione alla prestazione, da parte dell'interessato, di idonea garanzia per i danni eventuali. L'accesso alle unità immobiliari di proprietà individuale deve essere consentito ove necessario per la progettazione e per l'esecuzione delle opere. Non sono soggetti ad autorizzazione gli impianti destinati alle singole unità abitative.

Art. 1122-ter.  - (Impianti di videosorveglianza sulle parti comuni).

Le deliberazioni concernenti l'installazione sulle parti comuni dell'edificio di impianti volti a consentire la videosorveglianza su di esse sono approvate dall'assemblea con la maggioranza di cui al secondo comma dell'articolo 1136».

 

Art. 8

 

1. All'articolo 1124 del codice civile sono apportate le seguenti modificazioni:

a) il primo comma è sostituito dal seguente:

«Le scale e gli ascensori sono mantenuti e sostituiti dai proprietari delle unità immobiliari a cui servono. La spesa relativa è ripartita tra essi, per metà in ragione del valore delle singole unità immobiliari e per l'altra metà esclusivamente in misura proporzionale all'altezza di ciascun piano dal suolo»;

b) la rubrica è sostituita dalla seguente: «Manutenzione e sostituzione delle scale e degli ascensori».

 

  • Note all'art. 8:

Si riporta il testo dell'articolo 1124 del codice civile, come modificato dalla legge qui pubblicata:

"Art. 1124. Manutenzione e sostituzione delle scale e degli ascensori.

Le scale e gli ascensori sono mantenuti e sostituiti dai proprietari delle unità immobiliari a cui servono.  La spesa relativa è ripartita tra essi, per metà in  ragione del valore delle singole unità immobiliari e per l'altra metà esclusivamente in misura proporzionale all'altezza di ciascun piano dal suolo.

Al fine del concorso nella metà della spesa, che è ripartita in ragione del valore, si considerano come piani le cantine, i palchi morti, le soffitte o camere a tetto e i lastrici  solari, qualora non siano di proprietà comune."

 

Art. 9

 

1. L'articolo 1129 del codice civile è sostituito dal seguente:

«Art. 1129. - (Nomina, revoca ed obblighi dell'amministratore). -

Quando i condomini sono più di otto, se l'assemblea non vi provvede, la nomina di un amministratore è fatta dall'autorità giudiziaria su ricorso di uno o più condomini o dell'amministratore dimissionario. Contestualmente all'accettazione della nomina e ad ogni rinnovo dell'incarico, l'amministratore comunica i propri dati  anagrafici , il codice fiscale, o, se si tratta di società, anche la sede legale e la denominazione, il locale ove si trovano i registri di cui ai numeri 6) e 7) dell'articolo 1130, nonché i giorni e le ore in cui ogni interessato, previa richiesta all'amministratore, può prenderne gratuitamente visione e ottenere,previo rimborso della spesa, copia da lui firmata. L'assemblea può subordinare la nomina dell'amministratore alla presentazione ai condomini di una polizza individuale di assicurazione per la responsabilità civile per gli atti compiuti nell'esercizio del mandato. L'amministratore è tenuto altresì ad adeguare i massimali della polizza se nel periodo del suo incarico l'assemblea deliberi lavori straordinari. Tale adeguamento non deve essere inferiore all'importo di spesa deliberato e deve essere effettuato contestualmente all'inizio dei lavori. Nel caso in cui l'amministratore sia coperto da una polizza  di  assicurazione per la responsabilità civile professionale generale per l'intera attività da lui svolta, tale polizza deve essere integrata con una dichiarazione dell'impresa di assicurazione che garantisca le condizioni previste dal periodo precedente per lo specifico condominio.

Sul luogo di accesso al condominio o di maggior uso comune, accessibile anche ai terzi, è affissa l'indicazione delle generalità, del domicilio e dei recapiti, anche telefonici, dell'amministratore. In mancanza dell'amministratore, sul luogo di accesso al condominio o di maggior uso comune, accessibile anche ai terzi, è affissa l'indicazione delle generalità e dei recapiti, anche telefonici, della persona che svolge funzioni analoghe a quelle dell'amministratore.

L'amministratore è obbligato a far transitare le somme ricevute a qualunque titolo dai condomini o da terzi, nonché quelle a qualsiasi titolo erogate per conto  del condominio, su uno specifico conto corrente, postale o bancario, intestato al condominio; ciascun condomino, per il tramite dell'amministratore, può chiedere di prendere  visione ed estrarre copia, a   proprie   spese, della rendicontazione periodica.

Alla cessazione dell'incarico l'amministratore è tenuto alla consegna di tutta la documentazione in suo possesso afferente al condominio e ai singoli condomini e ad eseguire le attività urgenti al fine di evitare pregiudizi agli interessi comuni senza diritto ad ulteriori compensi. Salvo che sia stato espressamente dispensato dall'assemblea,l'amministratore è tenuto ad agire per la riscossione forzosa delle somme  dovute dagli obbligati entro sei mesi alla chiusura dell'esercizio nel quale il credito esigibile è compreso, anche ai sensi  dell'articolo 63, primo comma, delle disposizioni per l'attuazione del presente codice.   L'incarico di amministratore ha durata di un anno e s’intende rinnovato per eguale durata. L'assemblea convocata per la revoca o le dimissioni delibera in ordine alla nomina del nuovo amministratore. La revoca dell'amministratore può essere deliberata in ogni  tempo dall'assemblea, con la maggioranza prevista per la sua nomina oppure con le modalità previste dal regolamento di condominio. Può altresì essere disposta dall'autorità giudiziaria, su ricorso di ciascun condomino, nel caso previsto dal quarto comma dell'articolo1131, se non rende il conto della gestione, ovvero in caso di gravi irregolarità. Nei casi in cui siano emerse gravi irregolarità fiscali o di non ottemperanza a quanto disposto dal numero 3) del dodicesimo comma del presente articolo, i condomini, anche singolarmente, possono chiedere la convocazione dell'assemblea per far cessare la violazione e revocare il mandato all'amministratore. In caso di mancata revoca da parte dell'assemblea, ciascun condomino può rivolgersi all'autorità giudiziaria; in caso di accoglimento della domanda, il ricorrente, per le spese legali, ha titolo alla rivalsa nei confronti del condominio, che a sua volta può rivalersi nei confronti dell'amministratore revocato.

Costituiscono, tra le altre, gravi irregolarità:

1) l'omessa convocazione dell'assemblea per l'approvazione del rendiconto condominiale, il ripetuto rifiuto di convocare l'assemblea per la revoca e per la nomina del nuovo amministratore o negli altri casi previsti dalla legge;

2) la mancata esecuzione di provvedimenti  giudiziari e amministrativi, nonché di deliberazioni dell'assemblea;

3) la mancata apertura ed utilizzazione del conto di cui al settimo comma;

4) la gestione secondo modalità che possono generare possibilità di confusione tra il patrimonio del condominio e il patrimonio personale dell'amministratore o di altri condomini;

5) l'aver acconsentito, per un credito insoddisfatto, alla cancellazione delle formalità eseguite nei registri immobiliari a tutela dei diritti del condominio;

6) qualora sia stata promossa azione giudiziaria per la riscossione delle somme dovute al condominio, l'aver omesso di curare diligentemente l'azione e la conseguente esecuzione coattiva;

7) l'inottemperanza agli obblighi di cui all'articolo 1130,numeri 6), 7) e 9);

8) l'omessa, incompleta o inesatta comunicazione dei dati di cui al secondo comma del presente articolo. In caso di revoca da parte dell'autorità giudiziaria, l'assemblea non può nominare nuovamente l'amministratore revocato. L'amministratore, all'atto dell'accettazione della nomina e del suo rinnovo, deve specificare analiticamente, a pena di nullità della nomina stessa, l'importo dovuto a titolo di compenso per l'attività svolta. Per quanto non disciplinato dal presente articolo si applicano le disposizioni di cui alla sezione I del capo IX del titolo III del libro IV. Il presente articolo si applica anche agli edifici di alloggi di edilizia popolare ed economica, realizzati o recuperati da enti pubblici a totale partecipazione pubblica o con il concorso dello Stato, delle regioni, delle province o dei comuni, nonché a quelli realizzati da enti pubblici non economici o società private senza scopo di lucro con finalità sociali proprie dell'edilizia residenziale pubblica».

 

Art. 10

 

1. L'articolo 1130 del codice civile è sostituito dal seguente:

«Art.    1130. - (Attribuzioni dell'amministratore).     -

L'amministratore, oltre a quanto previsto dall'articolo 1129 e dalle vigenti disposizioni di legge, deve:

1) eseguire le deliberazioni dell'assemblea, convocarla annualmente per l'approvazione del rendiconto condominiale di cui all'articolo 1130-bis e curare l'osservanza del regolamento  di condominio;

2) disciplinare l'uso delle cose comuni e la fruizione dei servizi nell'interesse comune, in  modo che ne sia assicurato il miglior godimento a ciascuno dei condomini;

3) riscuotere i contributi ed erogare le spese occorrenti per la manutenzione  ordinaria delle parti comuni dell'edificio e per l'esercizio dei servizi comuni;

4) compiere gli atti conservativi relativi alle parti comuni dell'edificio;

5) eseguire gli adempimenti fiscali;

6) curare la tenuta del registro di anagrafe condominiale contenente le generalità dei singoli proprietari e dei titolari di diritti reali e di diritti personali di godimento, comprensive del codice fiscale e della residenza o domicilio, i dati catastali di ciascuna unità immobiliare, nonché ogni dato relativo alle condizioni di sicurezza. Ogni variazione dei dati deve essere comunicata all'amministratore in forma scritta entro sessanta giorni. L'amministratore, in caso di inerzia, mancanza o incompletezza delle comunicazioni, richiede con lettera  raccomandata le informazioni necessarie alla tenuta del registro di anagrafe.  Decorsi trenta giorni, in caso di omessa o incompleta risposta, l'amministratore acquisisce le informazioni necessarie, addebitandone il costo ai responsabili;

7) curare la tenuta del registro dei verbali delle assemblee, del registro di nomina e revoca dell'amministratore e del registro di contabilità. Nel registro dei verbali delle assemblee sono altresì annotate: le eventuali mancate costituzioni dell'assemblea, le deliberazioni nonché le brevi dichiarazioni rese dai condomini che ne hanno fatto richiesta; allo stesso registro è allegato il regolamento di condominio, ove adottato. Nel registro di nomina e revoca dell'amministratore sono annotate, in ordine cronologico, le date della nomina e della revoca di ciascun amministratore del condominio, nonché gli estremi del decreto in caso di provvedimento giudiziale. Nel registro di contabilità sono annotati in ordine cronologico, entro trenta giorni da quello dell'effettuazione, i singoli movimenti in entrata ed in uscita. Tale registro può tenersi anche con modalità informatizzate;

8) conservare tutta la documentazione inerente alla propria gestione riferibile sia al rapporto con i condomini sia allo stato tecnico-amministrativo dell'edificio e del condominio;

9) fornire al condomino che ne faccia richiesta attestazione relativa allo stato dei pagamenti degli oneri condominiali e delle eventuali liti in corso;

10) redigere il rendiconto condominiale annuale della gestione e convocare l'assemblea per la relativa approvazione entro centottanta giorni».

 

Art. 11

 

1. Dopo l'articolo 1130 del codice civile è inserito il seguente:

«Art.  1130-bis.  - (Rendiconto condominiale).  -

Il rendiconto condominiale contiene le voci di entrata e di uscita ed ogni altro dato inerente alla situazione patrimoniale del condominio, ai fondi disponibili ed alle eventuali riserve, che devono essere espressi in modo da consentire l'immediata verifica. Si compone di un registro di contabilità, di un riepilogo finanziario, nonché di una nota sintetica esplicativa della gestione con l'indicazione anche dei rapporti in corso e delle questioni pendenti.   L'assemblea condominiale può, in  qualsiasi  momento o per più annualità specificamente identificate, nominare un revisore che verifichi la contabilità del condominio.  La deliberazione è assunta con la maggioranza prevista per la nomina dell'amministratore e la relativa spesa è ripartita fra tutti i condomini sulla base dei millesimi di proprietà. I condomini e i titolari di diritti reali o di godimento sulle unità  immobiliari possono prendere visione dei documenti giustificativi di spesa in ogni tempo ed estrarne copia a proprie spese. Le scritture e i documenti giustificativi devono essere conservati per dieci anni dalla data della relativa registrazione.

L'assemblea può anche nominare, oltre all'amministratore, un consiglio di condominio composto da almeno tre condomini negli edifici di almeno dodici unità immobiliari. Il consiglio ha funzioni consultive e di controllo».

 

Art. 12

 

1. Al primo comma dell'articolo 1131 del codice civile, le parole:

«dall'articolo precedente» sono sostituite dalle seguenti:

«dall'articolo 1130».

 

  • Note all'art. 12:

Si riporta il testo del primo comma dell'articolo 1131 del codice  civile, come modificato dalla legge qui pubblicata:

              "Art. 1131. Rappresentanza.

Nei limiti delle attribuzioni stabilite dall'articolo 1130 o dei maggiori poteri conferitigli dal regolamento  di condominio o dall'assemblea, l'amministratore ha la rappresentanza dei partecipanti e può agire in giudizio sia contro i condomini sia contro i terzi.

(Omissis)."

 

Art. 13

 

1. L'articolo 1134 del codice civile è sostituito dal seguente:

«Art. 1134. - (Gestione di iniziativa individuale). –

Il condomino che ha assunto la gestione delle parti comuni senza autorizzazione dell'amministratore o dell'assemblea non ha diritto al rimborso, salvo che si tratti di spesa urgente».

2. All'articolo 1135 del codice civile sono apportate le seguenti modificazioni:

a) al primo comma, il numero 4) è sostituito dal seguente:

«4) alle opere di manutenzione straordinaria e alle innovazioni, costituendo obbligatoriamente un fondo speciale di importo pari all'ammontare dei lavori»;

b) è aggiunto, in fine, il seguente comma:

«L'assemblea può autorizzare l'amministratore a partecipare e collaborare a progetti, programmi e iniziative territoriali promossi dalle istituzioni locali o da soggetti privati qualificati, anche mediante opere di risanamento di parti comuni degli immobili nonché di demolizione, ricostruzione e messa in sicurezza statica, al  fine di favorire il recupero del patrimonio edilizio esistente, la vivibilità urbana, la sicurezza e la sostenibilità ambientale della zona in cui il condominio è ubicato».

 

Art. 14

 

1. L'articolo 1136 del codice civile e' sostituito dal seguente:

«Art.  1136.  - (Costituzione dell'assemblea e validità delle deliberazioni). –

L'assemblea in prima convocazione è regolarmente costituita con l'intervento di tanti condomini che rappresentino i due terzi del valore dell'intero edificio e la maggioranza dei partecipanti al condominio.

Sono valide le deliberazioni approvate con un numero di voti che rappresenti la maggioranza degli intervenuti e almeno la metà del valore dell'edificio.

Se l'assemblea in prima convocazione non può deliberare per mancanza  di numero  legale, l'assemblea in seconda convocazione delibera in un giorno successivo a quello della prima e, in  ogni caso, non oltre dieci giorni dalla medesima. L'assemblea in seconda convocazione è regolarmente costituita con l'intervento di tanti condomini che rappresentino almeno un terzo del valore dell'intero edificio e un terzo dei partecipanti al condominio. La deliberazione è valida se approvata dalla maggioranza degli intervenuti con un numero di voti che rappresenti almeno un terzo del valore dell'edificio.

Le deliberazioni che concernono la nomina e la revoca dell'amministratore o le liti attive e passive relative a materie che esorbitano dalle attribuzioni dell'amministratore medesimo, le deliberazioni che concernono la ricostruzione dell'edificio o riparazioni straordinarie di notevole entità e le deliberazioni di cui agli articoli 1117-quater, 1120, secondo comma, 1122-ter nonché 1135, terzo comma, devono essere sempre approvate con la maggioranza stabilita dal secondo comma del presente articolo.

Le deliberazioni di cui all'articolo 1120, primo comma, e all'articolo 1122-bis, terzo comma, devono essere approvate dall'assemblea con un numero di voti che rappresenti la maggioranza degli intervenuti ed almeno i due terzi del valore dell'edificio.

L'assemblea non può deliberare, se non consta che tutti gli aventi diritto sono stati regolarmente convocati. Delle riunioni dell'assemblea si redige processo  verbale da trascrivere nel registro tenuto dall'amministratore».

 

Art. 15

 

1. L'articolo 1137 del codice civile è sostituito dal seguente:

«Art. 1137. - (Impugnazione delle deliberazioni dell'assemblea).  -

Le deliberazioni prese dall'assemblea a norma degli articoli precedenti sono obbligatorie per tutti i condomini.

Contro le deliberazioni contrarie alla legge o al regolamento  di condominio ogni condomino assente, dissenziente o astenuto può adire l'autorità  giudiziaria chiedendone l'annullamento nel termine perentorio di trenta giorni, che decorre dalla data della deliberazione per i dissenzienti o astenuti e dalla data di comunicazione della deliberazione per gli assenti. L'azione di annullamento non sospende l'esecuzione della deliberazione, salvo che la sospensione sia ordinata dall'autorità giudiziaria.

L'istanza per ottenere la sospensione proposta prima  dell'inizio della causa di merito non sospende ne interrompe il termine per la proposizione dell'impugnazione della deliberazione.  Per quanto non espressamente previsto, la sospensione è disciplinata dalle norme di cui al libro IV, titolo I, capo III, sezione I, con l'esclusione dell'articolo 669-octies, sesto comma, del codice  di  procedura civile».

 

Art. 16

 

1. All'articolo 1138 del codice civile sono apportate le seguenti modificazioni:

a) il terzo comma è sostituito dal seguente:

«Il regolamento deve essere approvato dall'assemblea con la maggioranza stabilita dal secondo comma dell'articolo 1136 ed allegato al registro indicato dal numero 7) dell'articolo 1130.  Esso può essere impugnato a norma dell'articolo 1107»;

b) è aggiunto, in fine, il seguente comma:

«Le norme del regolamento non possono vietare di possedere o detenere animali domestici».

 

  • Note all'art. 16:

Si riporta il testo dell'articolo 1138 del codice civile, come modificato dalla legge qui pubblicata:

"Art. 1138. Regolamento di condominio.

Quando in un edificio il numero dei condomini è superiore a dieci, deve essere formato un regolamento, il quale contenga le norme circa l'uso delle cose comuni e la ripartizione delle spese, secondo i diritti e gli obblighi spettanti a ciascun condomino, nonché le norme per la tutela del decoro dell'edificio e quelle relative all'amministrazione.

Ciascun condomino può prendere l'iniziativa per la formazione del regolamento di condominio o per la revisione di quello esistente.

Il regolamento deve essere approvato dall'assemblea con la maggioranza stabilita dal secondo comma dell'articolo 1136 ed allegato al registro indicato dal numero 7) dell'articolo 1130. Esso può essere impugnato a norma          dell'articolo 1107.

Le norme del regolamento non possono in alcun modo menomare i diritti di ciascun condomino, quali risultano dagli atti di acquisto e dalle convenzioni, e in nessun caso possono derogare alle disposizioni degli articoli 1118, secondo comma, 1119, 1120, 1129, 1131, 1132, 1136 e 1137.

Le norme del regolamento non possono vietare di possedere o detenere animali domestici.".

 

Art. 17

 

1. Al numero 1) del primo comma dell'articolo 2659 del codice civile sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: «. Per i condomini devono essere indicati l'eventuale denominazione, l'ubicazione e il codice fiscale>>.

  • Note all'art. 17:

Si riporta il testo del numero 1) del primo comma dell'articolo 2659 del codice civile, come modificato dalla legge qui pubblicata: "Art. 2659. Nota di trascrizione.

Chi domanda la trascrizione di un atto tra vivi deve presentare al conservatore  dei   registri   immobiliari, insieme con la copia del titolo, una nota in doppio

  • originale, nella quale devono essere indicati:

Il cognome ed il nome, il luogo e data di nascita e il numero di codice fiscale delle parti, nonché il regime patrimoniale delle stesse, se coniugate, secondo  quanto risulta da loro dichiarazione resa nel titolo o da certificato dell'ufficiale di  stato    civile; la denominazione o la ragione sociale, la sede e il numero di codice fiscale delle persone giuridiche, delle società previste dai capi II, III e IV del titolo V del libro quinto e delle associazioni non riconosciute, con l'indicazione, per queste ultime e per le società  semplici, anche delle generalità delle persone che le rappresentano secondo l'atto costitutivo. Per i condomini devono essere indicati l'eventuale denominazione, l'ubicazione e il codice fiscale.

(Omissis).".

 

Art. 18

 

1. L'articolo 63 delle disposizioni per l'attuazione del codice civile e disposizioni transitorie, di cui al regio decreto 30  marzo 942, n. 318, è sostituito dal seguente:

«Art. 63. - Per la riscossione dei contributi in base allo stato di ripartizione approvato dall'assemblea, l'amministratore, senza bisogno di autorizzazione di questa, può ottenere un decreto di ingiunzione immediatamente esecutivo, nonostante opposizione, ed è tenuto a comunicare ai creditori non ancora soddisfatti che lo interpellino i dati dei condomini morosi.  I creditori non possono agire nei  confronti  degli obbligati in regola con i pagamenti, se non dopo l'escussione degli altri condomini.

In caso di mora nel pagamento dei contributi che si sia protratta per un semestre, l'amministratore può sospendere il condomino moroso dalla fruizione dei servizi comuni suscettibili di godimento separato.

Chi subentra nei diritti di un condomino è obbligato solidalmente con questo al pagamento dei contributi relativi all'anno in corso e a quello precedente.

Chi cede diritti su unità immobiliari resta obbligato solidalmente con l'avente causa per i contributi maturati fino al momento in cui è trasmessa all'amministratore copia autentica del titolo che determina il trasferimento del diritto».

 

Art. 19

 

1. L'articolo 64 delle disposizioni per l'attuazione del codice civile e disposizioni transitorie è sostituito dal seguente:

 «Art. 64. - Sulla revoca dell'amministratore, nei casi indicati dall'undicesimo comma dell'articolo 1129 e dal quarto comma dell'articolo 1131 del codice, il tribunale provvede in camera  di consiglio, con decreto motivato, sentito l'amministratore in contraddittorio con il ricorrente. Contro il provvedimento del tribunale può essere proposto reclamo alla corte d'appello nel termine di dieci giorni dalla notificazione o dalla comunicazione».

 

Art. 20

 

1. All'articolo 66 delle disposizioni per l'attuazione del codice civile e disposizioni transitorie, il terzo comma è sostituito dai seguenti:

«L'avviso  di  convocazione, contenente specifica indicazione dell'ordine del giorno, deve essere comunicato almeno cinque giorni prima della data fissata per  l'adunanza  in  prima  convocazione,  a mezzo di posta raccomandata, posta  elettronica  certificata,  fax  o tramite consegna a mano, e deve contenere l'indicazione del  luogo  e dell'ora della riunione. In caso  di  omessa,  tardiva  o  incompleta convocazione degli aventi diritto, la  deliberazione  assembleare  è annullabile ai sensi dell'articolo 1137 del  codice  su  istanza  dei dissenzienti o assenti perché non ritualmente convocati.  

L'assemblea in seconda convocazione non può tenersi  nel  medesimo giorno solare della prima.

L'amministratore ha facoltà di fissare più  riunioni  consecutive in modo da assicurare lo svolgimento dell'assemblea in termini brevi, convocando gli aventi diritto con un  unico  avviso  nel  quale  sono indicate  le  ulteriori  date  ed  ore  di   eventuale   prosecuzione dell'assemblea validamente costituitasi».

 

  • Note all'art. 20:

Si riporta il testo del terzo comma,  dell'articolo  66 delle disposizioni per l'attuazione  del  codice  civile  e disposizioni transitorie, come modificato dalla  legge  qui pubblicata:

              "Art. 66.

              (Omissis).

L'avviso  di  convocazione,  contenente  specifica indicazione dell'ordine del giorno, deve essere  comunicato almeno  cinque  giorni  prima  della   data   fissata   per  l'adunanza  in  prima  convocazione,  a  mezzo   di   posta  raccomandata, posta elettronica certificata, fax o  tramite consegna a mano, e deve contenere l'indicazione del luogo e dell'ora della riunione.  In  caso  di  omessa,  tardiva  o          incompleta   convocazione   degli   aventi   diritto,    la  deliberazione   assembleare   è  annullabile ai  sensi  dell'articolo 1137 del codice su istanza dei dissenzienti o assenti perché non ritualmente convocati.

L'assemblea in seconda convocazione  non  può  tenersi nel medesimo giorno solare della prima.

L'amministratore ha facoltà di fissare  più  riunioni consecutive   in   modo   da   assicurare  lo  svolgimento dell'assemblea in  termini  brevi,  convocando  gli  aventi  diritto con un unico avviso  nel  quale  sono  indicate  le  ulteriori   date   ed   ore   di   eventuale   prosecuzione dell'assemblea validamente costituitasi.".

 

Art. 21

 

1. L'articolo 67 delle disposizioni  per  l'attuazione  del  codice civile e disposizioni transitorie è sostituito dal seguente:

«Art. 67. - Ogni condomino può intervenire all'assemblea  anche  a mezzo di rappresentante, munito di delega  scritta.  Se  i  condomini sono più di venti, il delegato non può rappresentare  più  di  un quinto dei condomini e del valore proporzionale. Qualora un'unità immobiliare appartenga in proprietà  indivisa  a più persone,  queste  hanno  diritto  a  un   solo   rappresentante nell'assemblea, che è designato  dai  comproprietari  interessati  a norma dell'articolo 1106 del codice.  Nei  casi  di  cui  all'articolo  1117-bis  del  codice,  quando  i partecipanti  sono  complessivamente  più  di  sessanta, ciascun condominio deve designare, con la  maggioranza  di  cui  all'articolo 1136,  quinto  comma,   del   codice,   il   proprio   rappresentante all'assemblea per la gestione ordinaria delle  parti  comuni  a  più condomini e per la nomina dell'amministratore. In mancanza,  ciascun partecipante può chiedere  che  l'autorità giudiziaria nomini  il rappresentante del proprio condominio. Qualora alcuni dei  condomini interessati  non  abbiano nominato il proprio rappresentante, l'autorità giudiziaria provvede alla nomina su ricorso anche di  uno solo dei rappresentanti già nominati, previa diffida  a  provvedervi entro un congruo termine. La  diffida  ed  il  ricorso  all'autorità giudiziaria sono notificati  al  condominio  cui  si  riferiscono  in persona dell'amministratore o, in mancanza, a tutti i condomini. Ogni limite o condizione al potere di rappresentanza  si  considera non apposto. Il rappresentante risponde con le regole del  mandato  e comunica tempestivamente  all'amministratore  di  ciascun  condominio l'ordine  del  giorno  e  le  decisioni  assunte  dall'assemblea  dei rappresentanti  dei   condomini.   L'amministratore   riferisce in assemblea.

All'amministratore non possono  essere  conferite  deleghe  per  la partecipazione a qualunque assemblea. L'usufruttuario di un  piano  o  porzione  di  piano  dell'edificio esercita il diritto di voto negli affari che attengono  all'ordinaria amministrazione e al semplice godimento  delle  cose  e  dei  servizi comuni.

Nelle  altre  deliberazioni,  il  diritto  di  voto spetta ai proprietari, salvi i casi in cui  l'usufruttuario  intenda  avvalersi del diritto di cui all'articolo 1006 del codice ovvero si  tratti  di lavori od opere ai sensi degli articoli 985  e  986  del  codice.  In tutti questi casi l'avviso di convocazione deve essere comunicato sia all'usufruttuario sia al nudo proprietario.

Il nudo proprietario e l'usufruttuario rispondono solidalmente  per il pagamento dei contributi dovuti all'amministrazione condominiale».

 

Art. 22

 

1. L'articolo 68 delle disposizioni  per  l'attuazione del codice civile e disposizioni transitorie è sostituito dal seguente:

«Art. 68. - Ove non precisato dal  titolo  ai  sensi  dell'articolo 1118, per gli effetti indicati dagli articoli 1123, 1124, 1126 e 1136 del codice, il valore proporzionale di ciascuna unità immobiliare è espresso in millesimi in apposita tabella allegata al regolamento  di condominio.

Nell'accertamento dei valori di cui al primo  comma  non  si  tiene conto del canone  locatizio,  dei  miglioramenti  e  dello  stato  di manutenzione di ciascuna unità immobiliare».

 

Art. 23

 

1. L'articolo 69 delle disposizioni  per  l'attuazione  del  codice civile e disposizioni transitorie è sostituito dal seguente:

«Art. 69. - I valori proporzionali delle singole unità immobiliari espressi nella tabella millesimale di  cui  all'articolo  68  possono essere rettificati o modificati all'unanimità. Tali  valori  possono essere rettificati o modificati,  anche  nell'interesse  di  un  solo condomino, con la maggioranza prevista  dall'articolo  1136,  secondo comma, del codice, nei seguenti casi:

1) quando risulta che sono conseguenza di un errore;

2) quando, per le mutate condizioni di una parte dell'edificio, in conseguenza di sopraelevazione, di incremento di  superfici  o  di incremento o diminuzione delle unità immobiliari,  è  alterato  per più di un quinto il  valore  proporzionale  dell'unita'  immobiliare anche di un  solo condomino.  In  tal  caso  il  relativo  costo  è sostenuto da chi ha dato luogo alla variazione.

Ai soli fini della  revisione  dei  valori  proporzionali  espressi nella tabella millesimale allegata al regolamento  di  condominio  ai sensi dell'articolo 68, può essere convenuto in giudizio  unicamente il condominio in persona  dell'amministratore.  Questi  è  tenuto  a darne   senza   indugio  notizia  all'assemblea  dei  condomini.

L'amministratore che non adempie a quest'obbligo può essere revocato ed è tenuto al risarcimento degli eventuali danni.

Le norme di cui al presente articolo si applicano per la  rettifica o la revisione delle tabelle per la ripartizione delle spese  redatte in applicazione dei criteri legali o convenzionali».

 

Art. 24

 

1. L'articolo 70 delle disposizioni  per  l'attuazione  del  codice civile e disposizioni transitorie è sostituito dal seguente:

«Art. 70. - Per le infrazioni al  regolamento  di  condominio  può essere stabilito, a titolo di sanzione, il  pagamento  di  una  somma fino ad euro 200 e, in caso di recidiva, fino ad euro 800.  La  somma è devoluta al fondo di cui l'amministratore  dispone  per  le  spese ordinarie».

 

Art. 25

 

1. Dopo l'articolo  71  delle  disposizioni  per  l'attuazione  del codice civile e disposizioni transitorie sono inseriti i seguenti:

«Art. 71-bis. - Possono svolgere l'incarico  di  amministratore  di condominio coloro:

a) che hanno il godimento dei diritti civili;

b) che non sono stati condannati per delitti contro  la  pubblica amministrazione, l'amministrazione della giustizia, la fede pubblica, il patrimonio o per ogni altro delitto non colposo per  il  quale  la legge commina la pena della reclusione non inferiore, nel  minimo,  a due anni e, nel massimo, a cinque anni;

c) che non sono stati sottoposti a misure di prevenzione divenute definitive, salvo che non sia intervenuta la riabilitazione;

d) che non sono interdetti o inabilitati;

e) il cui nome non  risulta  annotato  nell'elenco  dei  protesti cambiari;

f) che hanno  conseguito  il  diploma  di  scuola  secondaria  di secondo grado;

g) che hanno  frequentato  un  corso  di  formazione  iniziale  e svolgono  attività   di   formazione   periodica   in   materia   di amministrazione condominiale.

I requisiti di cui alle lettere f) e g) del primo comma  non sono necessari qualora l'amministratore sia nominato tra i condomini dello stabile.

Possono svolgere l'incarico di amministratore di  condominio  anche società di cui al titolo V del libro V del codice. In  tal  caso,  i requisiti  devono   essere   posseduti   dai   soci   illimitatamente responsabili, dagli amministratori e  dai  dipendenti  incaricati  di svolgere le funzioni di amministrazione dei condomini a  favore  dei quali la società presta i servizi.

La perdita dei requisiti di cui alle lettere a), b), c), d)  ed  e) del  primo  comma  comporta  la  cessazione  dall'incarico.  In  tale evenienza  ciascun  condomino   può   convocare   senza   formalità l'assemblea per la nomina del nuovo amministratore.

A quanti hanno svolto attività di  amministrazione  di  condominio per almeno un anno, nell'arco dei tre anni precedenti  alla  data  di entrata in vigore  della  presente  disposizione,  è  consentito  lo svolgimento dell'attività di amministratore anche  in  mancanza  dei requisiti di cui alle lettere f) e g) del primo  comma.  Resta  salvo l'obbligo di formazione periodica.

Art. 71-ter. - Su richiesta dell'assemblea,  che  delibera  con  la maggioranza di cui al secondo comma dell'articolo  1136  del  codice, l'amministratore  è  tenuto  ad  attivare  un  sito   internet   del condominio che consenta agli aventi diritto di consultare ed estrarre copia in formato  digitale  dei  documenti  previsti  dalla  delibera assembleare. Le spese  per  l'attivazione  e  la  gestione  del  sito internet sono poste a carico dei condomini.

Art. 71-quater - Per controversie  in  materia  di  condominio,  ai sensi dell'articolo 5, comma 1, del decreto legislativo 4 marzo 2010, n. 28, si intendono quelle derivanti dalla violazione  o  dall'errata applicazione delle disposizioni del libro III, titolo VII,  capo  II, del codice e degli articoli da 61 a 72  delle  presenti  disposizioni per l'attuazione del codice.

La  domanda  di  mediazione  deve  essere  presentata,  a  pena  di inammissibilità, presso un organismo  di  mediazione  ubicato  nella circoscrizione del tribunale nella quale il condominio e' situato.

Al procedimento  è  legittimato  a  partecipare  l'amministratore, previa delibera assembleare da assumere con  la  maggioranza  di  cui all'articolo 1136, secondo comma, del codice.

Se i termini di comparizione davanti al mediatore non consentono di assumere la delibera di cui al terzo comma, il mediatore dispone,  su istanza del condominio, idonea proroga della prima comparizione.

La proposta di mediazione deve essere approvata dall'assemblea  con la maggioranza di cui all'articolo 1136, secondo comma,  del  codice.

Se non si raggiunge la predetta  maggioranza,  la  proposta  si  deve intendere non accettata.

Il mediatore fissa il termine per la proposta di  conciliazione  di cui all'articolo 11 del decreto legislativo  4  marzo  2010,  n.  28, tenendo conto della necessità per l'amministratore di munirsi  della delibera assembleare».

 

Art. 26

 

1. Dopo l'articolo 155  delle  disposizioni  per  l'attuazione  del codice civile e disposizioni transitorie e' inserito il seguente:

«Art.  155-bis.  -  L'assemblea,  ai  fini  dell'adeguamento  degli impianti non centralizzati di cui all'articolo 1122-bis, primo comma, del codice, già  esistenti  alla  data  di  entrata  in  vigore  del predetto  articolo,  adotta  le  necessarie   prescrizioni   con   le maggioranze di cui all'articolo 1136, commi primo, secondo  e  terzo, del codice».

 

Art. 27

 

1. All'articolo 2, comma 1, della legge 9 gennaio 1989, n.  13,  le parole: «con le maggioranze previste dall'articolo  1136,  secondo  e terzo comma, del codice civile» sono sostituite dalle seguenti:  «con le maggioranze previste dal  secondo  comma  dell'articolo  1120  del codice civile».

 

  • Note all'art. 27:

Si riporta il testo dell'articolo  2,  comma  1,  della legge 9 gennaio 1989, n. 13 (Disposizioni per  favorire  il superamento e l'eliminazione delle barriere architettoniche negli edifici privati.), come modificato  dalla  legge  qui          pubblicata:

"Art. 2. 1. Le deliberazioni che hanno per  oggetto  le  innovazioni da attuare negli  edifici  privati  dirette  ad eliminare le barriere architettoniche di  cui  all'articolo          27, primo comma, della legge 30  marzo  1971,  n.  118,  ed all'articolo 1, primo comma,  del  decreto  del  Presidente della  Repubblica  27  aprile  1978,  n.  384,  nonché  la realizzazione di percorsi attrezzati e la installazione  di dispositivi di segnalazione atti a  favorire  la  mobilità dei  ciechi  all'interno  degli   edifici   privati,   sono approvate dall'assemblea del  condominio,  in  prima  o  in seconda  convocazione,  con  le  maggioranze  previste  dal secondo comma dell'articolo 1120 del codice civile.

(Omissis)."

Art. 28

 

1. All'articolo 26, comma 2, della legge 9 gennaio 1991, n. 10,  le parole:  «semplice  delle  quote  millesimali   rappresentate   dagli intervenuti in assemblea»  sono  sostituite  dalle  seguenti:  «degli intervenuti, con un numero di voti che rappresenti  almeno  un  terzo del valore dell'edificio».

2. All'articolo 26, comma 5, della legge 9 gennaio 1991, n. 10,  le parole: «l'assemblea di condominio decide a  maggioranza,  in  deroga agli articoli 1120 e 1136 del codice civile»  sono  sostituite  dalle seguenti: «l'assemblea di  condominio  delibera  con  le  maggioranze previste dal secondo comma dell'articolo 1120 del codice civile».

 

  • Note all'art. 28:

Si riporta il testo dell'articolo  26,  commi  2  e  5, della legge 9 gennaio 1991, n. 10

(Norme  per  l'attuazione del Piano energetico nazionale in materia di uso  razionale dell'energia, di risparmio energetico e di  sviluppo  delle fonti rinnovabili di energia.), come modificato dalla legge qui pubblicata:

              "Art. 26. Progettazione, messa in opera ed esercizio di edifici e di impianti.

              (Omissis).

2. Per gli interventi sugli edifici e sugli impianti volti al contenimento del consumo energetico ed all'utilizzazione   delle   fonti   di   energia   di  cui  all'articolo 1,  individuati  attraverso  un  attestato  di  certificazione  energetica  o   una   diagnosi   energetica realizzata da un tecnico abilitato, le pertinenti decisioni

condominiali sono valide se  adottate  con  la  maggioranza degli intervenuti, con un numero di  voti  che  rappresenti almeno un terzo del valore dell'edificio.

              (Omissis).

5. Per le innovazioni relative all'adozione di  sistemi di termoregolazione e di contabilizzazione del calore e per il conseguente riparto degli oneri di riscaldamento in base al  consumo  effettivamente  registrato,   l'assemblea   di condominio delibera con le maggioranze previste dal secondo comma dell'articolo 1120 del codice civile.

              (Omissis).".

 

Art. 29

 

1. All'articolo 2-bis, comma 13, del decreto-legge 23 gennaio 2001, n. 5, convertito, con modificazioni, dalla legge 20  marzo  2001,  n. 66, le parole: «l'articolo 1136, terzo comma,  dello  stesso  codice» sono sostituite dalle  seguenti:  «l'articolo  1120,  secondo  comma, dello stesso codice».

 

  • Note all'art. 29:

Si riporta il testo dell'articolo 2-bis, comma 13,  del decreto legge  23  gennaio  2001,  n.  5,  convertito,  con  modificazioni,  dalla  legge   20   marzo   2001,   n.   66          (Disposizioni urgenti per il  differimento  di  termini  in  materia  di  trasmissioni  radiotelevisive   analogiche   e digitali,  nonché   per   il   risanamento   di   impianti radiotelevisivi.),  come   modificato   dalla   legge   qui pubblicata:

"Art. 2-bis. Trasmissioni radiotelevisive  digitali  su frequenze terrestri.  Sistemi audiovisivi terrestri.

              (Omissis).

13. Al fine di favorire lo  sviluppo  e  la  diffusione delle nuove tecnologie di radiodiffusione da satellite,  le opere di installazione di nuovi impianti  sono  innovazioni necessarie ai sensi dell'articolo 1120,  primo comma,  del codice   civile.   Per   l'approvazione   delle    relative deliberazioni si applica l'articolo  1120,  secondo  comma,  dello stesso codice. Le disposizioni di cui  ai  precedenti periodi non costituiscono titolo per il  riconoscimento  di benefici fiscali.

              (Omissis).".

 

Art. 30

 

1.  I  contributi  per  le  spese  di  manutenzione   ordinaria   e straordinaria nonché per le innovazioni sono prededucibili ai  sensi dell'articolo 111  del  regio  decreto  16  marzo  1942,  n.  267,  e successive   modificazioni,   se   divenute   esigibili   ai    sensi dell'articolo 63, primo comma, delle  disposizioni  per  l'attuazione del  codice  civile  e  disposizioni  transitorie,  come   sostituito dall'articolo  18  della  presente  legge,   durante   le   procedure concorsuali.

 

  • Note all'art. 30:

Si  riporta  il  testo  dell'articolo  111,  del  regio decreto 16 marzo 1942, n. 267 (Disciplina  del  fallimento, del concordato preventivo, dell'amministrazione controllata e della liquidazione coatta amministrativa.):

              "Art. 111. Ordine di distribuzione delle somme.

Le somme ricavate dalla liquidazione  dell'attivo  sono erogate nel seguente ordine:

1)     per il pagamento dei crediti prededucibili;

2)  per  il  pagamento  dei   crediti   ammessi   con prelazione sulle cose vendute  secondo  l'ordine  assegnato dalla legge;

3) per il pagamento dei  creditori  chirografari,  in  proporzione dell'ammontare  del credito per cui ciascuno  di essi fu ammesso, compresi i creditori  indicati  al  n.  2,  qualora non sia stata ancora realizzata la garanzia, ovvero per la parte per cui rimasero non soddisfatti da questa. Sono considerati  crediti  prededucibili  quelli  così  qualificati da  una  specifica  disposizione  di  legge,  e quelli sorti in occasione o  in  funzione  delle  procedure concorsuali di cui alla presente legge; tali  crediti  sono soddisfatti con preferenza ai  sensi  del  primo  comma  n. 1).".

 

 

Art. 31

 

1. All'articolo 23, primo comma, del codice  di  procedura  civile, dopo le parole:  «per  le  cause  tra  condomini»  sono  inserite  le seguenti: «, ovvero tra condomini e condominio,».

 

  • Note all'art. 31:

Si riporta il testo dell'articolo 23, primo comma,  del  codice di procedura civile, come modificato dalla legge qui pubblicata:

              "Art. 23. Foro per le cause tra soci e tra condomini.

Per le cause tra soci  è  competente  il  giudice  del  luogo dove ha sede la società; per le cause tra condomini, ovvero tra condomini e condominio,  il  giudice  del  luogo dove si trovano i beni comuni o la maggior parte di essi.

              (Omissis).".

 

 

 

Art. 32

 

1. Le disposizioni di cui alla presente  legge  entrano  in  vigore dopo sei mesi  dalla  data  di  pubblicazione  della  medesima  nella Gazzetta Ufficiale.

 

La presente legge, munita del sigillo dello Stato,  sarà  inserita nella  Raccolta  ufficiale  degli  atti  normativi  della  Repubblica Italiana.

E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come legge dello Stato.

   

Data a Roma, addì 11 dicembre 2012

 

                             NAPOLITANO

 

 

                             Monti, Presidente del  Consiglio  dei Ministri

 

      Visto, il Guardasigilli: Severino

UNAI - UNIONE NAZIONALE AMMINISTRATORI IMMOBILIARI - SEZIONE DI TRAPANI